Le malattie respiratorie che solitamente colpiscono i gatti sono quelle associate al “complesso delle infezioni respiratorie del gatto” (U.R.T.D.) sostenuto da un Herpesvirus felino, dai Calicivirus e da un batterio denominato Chlamydophila felis (ex.Clamidia pittaci v. felis), agente della Clamidiosi felina o Polmonite Felina. In ultimo vi è la presenza di un altro batterio denominato Bordetella bronchiseptica.Nell’insieme questi agenti sono la causa principale di malattie respiratorie feline provocando circa l’80% di tutti i casi di malattie respiratorie delle vie aeree superiori. Particolarità rilevante è che essi possono provocare infezioni croniche anche dopo che sono state eseguite le vaccinazioni.
L’herpesvirus felino è causa della cosiddetta “rinotracheite virale felina”, che si presenta spesso con fenomeni di scolo nasale ed oculare, congiuntiviti, starnuti, croste a livello nasale e/o palpebrale, febbre e, occasionalmente, ulcere corneali.
Il virus è altamente contagioso e può causare un tasso di mortalità vicino al 70%; è particolarmente pericoloso in ambienti chiusi con molti gatti o in caso di coabitazione stretta come gli allevamenti.
Il calicivirus produce segni clinici sovrapponibili ai precedenti ma solitamente meno gravi. Può provocare inoltre ulcere linguali, genvite-stomatite e forme più o meno gravi di polmonite. Un segno clinico non frequente ma importante è la possibile comparsa di patologie articolari. Il FCV è altamente contagioso.
La clamidia provoca segni per lo più oculari, molto gravi con congiuntivite, cremosi e scolo nasale; può però anche provocare quadri seri polmonari, con bronchite e polmonite.
Per tutti questi agenti la via di trasmissione più importante è quella diretta attraverso lo stretto contatto; la trasmissione indiretta tramite aerosol o personale o lettiere è meno comune in quanto tutti sono relativamente labili nell’ambiente. Il virus più resistente è il calicivirus che può persistere nell’ambiente anche alcune settimane.
Il problema maggiore è che fino all’80% dei gatti che guariscono possono diventare portatori sani, in particolare dell’herpesvirus. Questi soggetti possono presentare una emissione intermittente con secreti nasali o congiuntivali in ogni momento della loro vita. Tale remissione può essere stress-indotta e questo comporta un massimo rischio di mantenere l’infezione in particolare in ambienti con numerosi soggetti. Stress aggiuntivi possono essere mostre, accoppiamenti, gravidanza. Questi animali possono quindi infettare facilmente i cuccioli o nuovi animali appena introdotti nell’ambiente.
È difficile poter escludere da un allevamento dei gatti potenziali portatori solo sulla base della loro storia anamnestica a causa della natura ubiquitaria di questi virus. Sintomi respiratori ricorrenti nei gatti di un allevamento possono far sospettare una sovracontaminazione ambientale.
La prevenzione si basa principalmente su una efficace opera di vaccinazione a cui si deve aggiungere una buona disinfezione ambientale. Tutte le femmine di cui si prevede la gravidanza devono essere vaccinate con vaccini inattivati un mese prima dell’accoppiamento; tutti i gattini devono essere vaccinati all’età di 8-10 settimane. Se vi sono frequenti fenomeni di riacutizzazione di malattie respiratorie o i gattini manifestano fenomeni respiratori è necessario separare i questi ultimi dalle madri e dagli altri gatti all’età di 5 settimane. Tutte le femmine che manifestano segni clinici respiratori durante la gestazione o la lattazione devono essere tolte dalla riproduzione.















