Le micosi nel gatto
Il termine fungo viene utilizzato genericamente per indicare una gran quantità di entità che vivono in natura e che sono saprofiti dell’ambiente. Quelli che interessano la salute dell’animale sono i funghi che possono vivere nell’organismo animale o sul pelo del gatto e che possono dare o no malattia. Le micosi feline possono quindi essere classificate come superficiali, intermedie e sistemiche.
Tra le forme superficiali quelle che più ci interessano e che sono più frequenti sono definite come Dermatofitosi.
Dermatofitosi
Microsporum canis è causa di più del 95% di tutti i casi di dermafitosi nel gatto. Il fungo invade la cute, le giunzioni muco-cutanee e le unghie dove vive digerendo la cheratina, una sostanza proteica che è il componente strutturale principale dei peli. Quando un dermatofita entra in contatto con gatti sani si possono avere differenti scenari:
- può infettare in maniera asintomatica il gatto e disperdersi nell’ambiente senza causare problemi clinici (evenienza la più frequente);-
- può entrare in competizione con altri microrganismi saprofiti ed essere eliminato e quindi scomparire;
- infine può stabilirsi nell’ambiente e sul pelo del gatto diventando patogeno e causando quindi una vasta serie di manifestazioni, prima fra tutte una dermatite.
I segni clinici classici dell’infezione sono per lo più noti: aree circolari alopeciche, peli rotti, croste o scaglie; alterazioni del pelo e modifiche del colore della pelle; aree infiammate cutanee; eccessivo leccamento o prurito; infezioni ungueali o auricolari.
La trasmissione è favorita dall’affollamento, da un elevato ricambio di animali nell’ambiente, dall’accesso libero all’esterno, scarsa pulizia ambientale e ventilazione inappropriata.
La persistenza nell’ambiente può durare settimane od anni ed essere dovuta alla presenza di portatori sani; in una ricerca effettuata dalla Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino su circa 600 gatti di allevamento, sono risultati portatori sani circa il 65% dei soggetti.
Per il controllo nei gattili/allevamenti deve essere enfatizzata la prevenzione. In questi ambienti possono trovare un importante utilizzo gli antimicotici fumiganti o quelli spray. Sia nel caso di portatori sani che di gatti malati, specialmente per quelli a pelo lungo, sono indicati shampoo ripetuti sia dell’area alterata che di tutto il pelo. In gatti come i persiani è suggerita la tosatura completa prima di effettuare i bagni, in quanto spesso la mancata completa eradicazione del fungo che può annidarsi negli strati più fitti del pelo, può portare alla cronicizzazione dell’infezione.
Un altro tipo di infezione fungina può essere importante nel gatto, ma è decisamente più rara: la Malasseziasi. Si tratta di una condizione causata dalla presenza di un fungo saprofita denominato Malassezia pachidermatis, il quale in condizioni particolari di infiammazione cutanea, modifiche del ph e della integrità della cute può dare patologia. Questo fungo vive abitualmente nell’orecchio, cute (giunzioni muco-cutanee), aree glabre e area anale. I sintomi comprendono intensa infiammazione di queste aree, secrezione sierosa e perdita di pelo in tutte le aree infiammate. Spesso il mancato riconoscimento del problema può portare a forme croniche di dermatite superficiale con comparsa di eritema grave, ipercheratosi e ulcere cutanee. Il fungo peraltro spesso complica le lesioni indotte da una patologia primaria come nel caso delle dermatiti allergiche e l’atopia, rendendone difficile il trattamento.















