APPROCCIO DIAGNOSTICO ALLA FIP TRAMITE VALUTAZIONE DELLA AGP
Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, la diagnosi di peritonite infettiva felina (FIP) spesso rappresenta una sfida per il veterinario. La visualizzazione diretta delle lesioni in sede chirurgica o necroscopica seguita dall’esame istologico ed eventualmente da analisi immunoistochimiche rimane l’unico test diagnostico conclusivo.
L’a1-glicoproteina acida (AGP) è una proteina che nel gatto è considerata di fase acuta “maggiore”. Numerosi studi hanno dimostrato che aumenta in particolar modo in corso di FIP, nella quale raggiunge valori ematici superiori a quelli rilevabili in corso di altre malattie, tanto da assumere un significato diagnostico.
In diverse pubblicazioni il Prof. Paltrinieri (Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano) ed i suoi collaboratori hanno evidenziato come si possano registrare aumenti nella concentrazione ematica dell’AGP anche in gatti infetti con FCoV ma asintomatici, e come tali aumenti si verifichino in corrispondenza di casi di FIP nel gruppo nel quale vivono gli animali sani esaminati.
La AGP è comunque una proteina di fase acuta utile per distinguere la PIF da altre situazioni cliniche simili. Nella PIF, i livelli AGP sono solitamente maggiori di 1500 ug/ml. In gatti normali, i valori arrivano fino a 500 ug/ml.
Bisogna tener presente, tuttavia, che la AGP non è specifica e quindi può risultare più elevata anche se c'è un'altra infezione, virale non da FCoV, batterica (per es., colangioepatite o pielonefrite in fase ascendente) o infezioni da funghi o per un trauma recente.
La misurazione dell’AGP è utile per distinguere la PIF da una neoplasia o da una malattia al fegato NON INFETTIVA, quando i livelli di AGP saranno normali.















