La Filariosi cardio-polmonare del cane è una malattia parassitaria ad andamento stagionale sostenuta da un nematode (Dirofilaria immitis) per la cui trasmissione è necessaria la puntura di una zanzara quale ospite intermedio (ditteri nematoceri, genere Anophelex, Culex pipiens, Aedes albopictus).
La sintomatologia può comparire a distanza di anni dall’infestazione ed è riferibile a quella dell’insufficienza cardiaca, inizialmente può esordire con affaticamento, astenia e dispnea e successivamente continuare con tosse, anoressia, dimagramento, ascite, ecc. In Italia la Filariosi canina è diffusa soprattutto al nord. In alcune zone, quali la Pianura Padana, è ritenuta una malattia endemica.
Ultimamente però si sta propagando anche in zone fino ad ora ritenute indenni. I principali fattori che ne influenzano la diffusione sono la densità delle zanzare, che fungono da vettori ed ospiti intermedi, e la presenza di ospiti recettivi, in particolare i cani.
Alcuni dati a confronto:
Come si trasmette la filaria?
Quando la zanzara punge un animale parassitato assume, insieme al sangue, le larve del parassita; queste restano nell’insetto per circa due settimane e sono poi pronte per essere inoculate, attraverso un’altra puntura, negli ospiti definitivi, cioè nel cane e nel gatto. Nell’organismo degli animali le larve evolvono nelle forme giovanili e attraverso il circolo sanguigno raggiungono il cuore, dove divengono vermi adulti. Le filarie adulte, quindi, si localizzano nel cuore e nei grossi vasi sanguigni e possono raggiungere dimensioni rilevanti (fino a 15 centimetri di lunghezza); Le filarie adulte si riproducono ed immettono in circolo le larve figlie (microfilarie) che, assunte dalle zanzare, andranno a colpire altri animali, chiudendo così il ciclo.
La sintomatologia può comparire a distanza di anni dall’infestazione ed è riferibile a quella dell’insufficienza cardiaca, inizialmente può esordire con affaticamento, astenia e dispnea e successivamente continuare con tosse, anoressia, dimagramento, ascite, ecc. In Italia la Filariosi canina è diffusa soprattutto al nord. In alcune zone, quali la Pianura Padana, è ritenuta una malattia endemica.
Ultimamente però si sta propagando anche in zone fino ad ora ritenute indenni. I principali fattori che ne influenzano la diffusione sono la densità delle zanzare, che fungono da vettori ed ospiti intermedi, e la presenza di ospiti recettivi, in particolare i cani.
Alcuni dati a confronto:
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PERCENTUALE DI CANI CON FILARIA |
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Piemonte |
Lombardia |
Emilia Romagna |
Veneto |
Toscana |
Sardegna |
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6% nel 1968 22% nel 1993 |
10,3% nel 1971 41,8% nel 1988 |
29,5% nel 1986 64% nel 1988 |
18% nel 1980/81 55% nel 1996 |
4% nel 1976 28% nel 1989 |
0% nel 1968 3,2% nel 1993 |
Come si trasmette la filaria?
Quando la zanzara punge un animale parassitato assume, insieme al sangue, le larve del parassita; queste restano nell’insetto per circa due settimane e sono poi pronte per essere inoculate, attraverso un’altra puntura, negli ospiti definitivi, cioè nel cane e nel gatto. Nell’organismo degli animali le larve evolvono nelle forme giovanili e attraverso il circolo sanguigno raggiungono il cuore, dove divengono vermi adulti. Le filarie adulte, quindi, si localizzano nel cuore e nei grossi vasi sanguigni e possono raggiungere dimensioni rilevanti (fino a 15 centimetri di lunghezza); Le filarie adulte si riproducono ed immettono in circolo le larve figlie (microfilarie) che, assunte dalle zanzare, andranno a colpire altri animali, chiudendo così il ciclo.


















